sanvito_gallery16

Lo Zingaro affascina per la sua aspra bellezza, per i colori del suo mare dalle bianche calette e dai riflessi turchesi, attrae il visitatore alla scoperta della natura incontaminata, della flora e della fauna locali, dei siti archeologici preistorici, dove le tracce dell’interazione tra uomo e natura, ieri come oggi, sono più che mai evidenti.

Fra San Vito lo Capo e Scopello, lungo la costa che dai greci e dai latini venne chiamata “Cetaria” per l’abbondanza dei tonni nel mare, e sopra le montagne dove vivono e nidificano i rapaci, si estende la Riserva Naturale dello Zingaro, una delle più famose in Italia.
La Palma Nana è il simbolo di questa Riserva naturale, la prima sorta in Sicilia; con la legge n. 98 del 6 maggio 1981 infatti la Regione Siciliana istituì la Riserva dello Zingaro, salvando questi splendidi sette chilometri lineari di costa e quasi 1.700 ettari di natura incontaminata.
Perché questa zona si chiami “zingaro” non è dato sapere; di nomadi che hanno vissuto qui non c’è alcuna notizia nelle fonti storiche, che invece indicano la presenza di una colonia di lombardi nel XIII secolo.

Descrivere questi sette chilometri di costa incontaminata è impossibile: le piccole baie pavimentate da ciottoli candidi che la risacca fa rotolare in un mare che dipinge tutti quanti i toni del verde si devono vedere per poterle apprezzare; gli scogli appuntiti che separano queste calette, a volte alti sull’acqua trasparente, altre volte digradanti dolcemente, con i conigli che sbucano qui e là all’improvviso, e all’improvviso scompaiono tra i cespugli; le case coloniche costruite in bilico sulle rocche che si affacciano sul bagnasciuga. Chi voglia immergersi in una natura senza tempo, dove passato e presente si fondono, deve visitare questa riserva.
La riserva si visita solo a piedi, nulla deve disturbare la quarantina di specie di uccelli che qui nidificano (tra questi l’Aquila del Bonelli, la Poiana, il Nibbio, il Gheppio) e la fauna endemica. Molte piante che crescono qui sono rare e caratteristiche della zona; gli alberi che vivono sulle pendici dei rilievi che ricadono nella riserva sono carrubi, olivi, frassini, qualche fusto da sughero; le piante più frequenti l’euforbia e il lentrisco.